Inserita in Sport il 23/11/2015
da Gabriele Li Mandri
INTER-FROSINONE 4-0: MANCINI SCIVOLA, L´INTER NO
(Foto: Sportmediaset)
Minuto 62: l´Inter è avanti 2-0 sul Frosinone, la palla corre veloce oltre la linea laterale, Roberto Mancini la rincorre e va per stopparla. Rimediando uno scivolone da comiche. Questo lo specchio di una Inter sorridente che, al contrario del proprio allenatore, non ha neanche bisogno di rialzarsi fra gli applausi del pubblico di San Siro perché, quegli applausi, se li sta guadagnando tenendo botta da inizio campionato. E che domani non dovrà neanche svegliarsi subendo gli stucchevoli titoloni dei giornali sulla solita Inter che vince solo per 1-0. Perché il neopromosso Frosinone non sarà certo il Barcellona di Neymar e Suarez, ma è una squadra che può dare grattacapi se la si sottovaluta. Chiedere alla Juventus.
Così questo 4-0, che a parole era il risultato più scontato che si potesse pensare, da potenziale figuraccia si trasforma in una conferma pesantissima, che vale il ritorno dei nerazzurri in prima posizione del campionato di Serie A. E non è poco, viste le immotivate critiche mosse all´Inter: non esattamente una macchina da gol ma neanche quel gruppo di illusi che un po´ tutti, in Italia, amavano considerare. O, quanto meno, speravano di farlo. Così l´Inter, circondata dalle risatine e dai rumori dei suoi nemici (per citare Mourinho), oggi se la gode. Alla faccia degli juventini, improvvisamente silenziosi dopo anni di predominio. Dei romanisti e dei napoletani, sempre convinti di avere una classe largamente superiore. E dei cugini milanisti: loro sì diventati la nuova barzelletta d´Italia.
E poco importa se il Napoli continua imperterrito la sua marcia a suon di Higuain, se la Roma frena per colpa di un Destro prima voluto a tutti i costi e poi ripudiato manco fosse l´ultimo dei magazzinieri, e se la Fiorentina ha dovuto subire la stessa sorte dei romanisti. Oggi i nerazzurri possono permettersi di sorridere senza guardare in faccia a nessuno, fregandosene di cosa sia successo dietro. E con umiltà. L´umiltà di un biscione che, zitto zitto, è sgattaiolato letale fra asini e lupe per azzannarli. Se poi gli riuscirà pure la fuga, sarà il campionato a dirlo.
Gabriele Li Mandri
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